La scuola di oggi e quella di ieri sembrano appartenere a due mondi distinti, separati non soltanto dai decenni, ma da una vera e propria rivoluzione tecnologica, culturale e pedagogica. Mettere in parallelo l’esperienza scolastica dei nonni con quella dei bambini di oggi ha permesso di compiere un viaggio nel tempo, che rivela quanto sia cambiato il mondo della scuola, ma apre anche a tante riflessioni importanti, grazie al confronto col passato.
La scuola che hanno raccontato i nonni era fatta di calamaio, inchiostro, penne stilografiche, lavagne in ardesia e piccoli quaderni neri col bordo rosso. In passato, il modello educativo era fortemente rigido e direttivo: il maestro o la maestra rappresentavano un’autorità indiscussa e non era raro il ricorso a metodologie severe o a punizioni corporali (restare a lungo in piedi dietro la lavagna con le braccia alzate). La didattica di un tempo privilegiava il nozionismo, la memorizzazione e l’esercizio individuale. Decenni fa non era raro trovare classi uniche con bambini di età diverse (le pluriclassi) o sezioni separate tra maschi e femmine, con grembiuli rigorosamente divisi per colore.
Realtà che sembrano lontane anni luce dalle attuali aule dominate da lavagne touch e tablet, che permettono di accedere a qualsiasi informazione in un solo click. Oggi, poi, il rapporto docente-studente si basa maggiormente sul dialogo, sull’empatia e sull’ascolto; i metodi di apprendimento contemporanei valorizzano il lavoro di gruppo, la creatività e lo sviluppo delle competenze. La scuola di oggi è mista, inclusiva: una realtà apprezzata a tal punto da far emozionare uno dei nonni intervenuti a scuola, nel vedere la grande varietà di tagli di occhi e colori di pelle tutti seduti serenamente insieme; una realtà tanto preziosa nell’attuale contesto internazionale.
Sebbene i libri di storia documentino l’evoluzione dell’istruzione, la testimonianza diretta dei nonni possiede un valore educativo e umano inestimabile. Ascoltare i racconti dei ricordi di chi ha vissuto la scuola del passato permette ai bambini di capire che andare a scuola un tempo richiedeva chilometri a piedi, con qualsiasi condizione meteo, o che non tutti avevano la possibilità di proseguire gli studi; questo li può aiutare ad apprezzare di più il diritto all’istruzione, spesso dato per scontato.
I nonni che hanno mostrato il vecchio sillabario ingiallito, il pennino o hanno raccontato il timore reverenziale verso il maestro, non hanno solo trasferito informazioni, ma hanno donato un pezzo della propria identità e hanno contribuito a creare un ponte prezioso tra passato e presente, aiutando i bambini a conoscere da dove veniamo per comprendere meglio dove stiamo andando.

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